Cos'è
Il Patto di corresponsabilità educativa è un documento in cui scuola e famiglia, considerate le esigenze e le aspettative di entrambi, convengono sulla costruzione di relazioni fondate sulla reciproca fiducia e collaborazione, finalizzate allo sviluppo del senso di responsabilità e impegno reciproci e al raggiungimento dei risultati migliori per gli alunni.
Il Patto chiama in causa tre parti: istituzione scolastica, alunni e genitori.
Infatti al fine di consentire all’istituzione scolastica di realizzare con successo le finalità educative e formative cui è istituzionalmente preposta, ciascun soggetto è tenuto ad adempiere correttamente ai doveri che l’ordinamento gli attribuisce. In questa ottica, pertanto, gli studenti sono tenuti ad osservare i doveri sanciti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, in particolare quelli contemplati negli articoli 3 e 4 del D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249 come modificato ed integrato dal recente D.P.R. 21 novembre 2007, n. 235; il personale docente quelli attinenti alla deontologia professionale enucleati dalla legge e dai Contratti collettivi nazionali di lavoro; i genitori, ai quali la legge attribuisce in primis il dovere di educare i figli (art. 30 Cost., artt. 147, 155, 317 bis c.c.), con particolare riferimento alla responsabilità civile che può insorgere a carico dei genitori, soprattutto in presenza di gravi episodi di violenza, di bullismo o di vandalismo, per eventuali danni causati dai figli a persone o cose durante il periodo di svolgimento delle attività didattiche (Nota Ministeriale 31 luglio 2008 - Prot n. 3602/P0).
La scuola predispone uno schema-ipotesi di contratto che viene consegnato ai genitori al momento dell’iscrizione.
Le famiglie dovranno manifestare o meno la loro adesione entro sette giorni dalla data della consegna. Decorso questo periodo di tempo il Patto si considera accettato.
All’inizio dell’anno scolastico successivo, entro il mese di novembre, il Patto viene accettato con eventuali adattamenti – all’interno di ogni Consiglio di classe, sottofirmato dalle parti coinvolte (Insegnante coordinatore di classe, rappresentante di classe dei genitori e Rappresentanti di classe degli studenti) e depositato agli atti.
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Riferimenti legislativi
Visto il D.M. n. 5843/A3 del 16 ottobre 2006 “Linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e
legalità”
Visti i D.P.R. n.249 del 24/6/1998 e D.P.R. n.235 del 21/11/2007 “Regolamento recante lo Statuto
delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria”
Visto il D.M. n.16 del 5 febbraio 2007 “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per
la prevenzione del bullismo”
Visto il D.M. n.30 del 15 marzo 2007 “Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di
telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni
disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti”
Vista la Legge n. 169 del 30 ottobre 2008 “recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università” e la C. M. n. 46 del 7 maggio 2009 “Valutazione del comportamento ai fini dell'esame finale di Stato nella scuola secondaria di secondo grado (anno scolastico 2008/2009)”.
si stipula con la famiglia dell’alunno e l’alunno medesimo il seguente patto educativo di corresponsabilità, con il quale:
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Genitori
I genitori, coscienti che “ i doveri di educazione dei figli e le connesse responsabilità non vengono meno per il solo fatto che il minore sia affidato alla vigilanza di altri (art. 2048 c.c. e art. 147 c.c.), si impegnano a:
- prendere attenta visione del POF e del Regolamento d’Istituto;
- responsabilizzare i propri figli verso gli impegni scolastici, i doveri e il rispetto delle norme contenute nel Regolamento d’Istituto;
- partecipare agli incontri scuola-famiglia, sia in forma di ricevimento generale con tutti i docenti sia in forma di colloquio individuale su appuntamento, qualora la scuola e/o la famiglia ne ravvisino la necessità, compatibilmente con le esigenze didattiche e organizzative dell’istituto;
- sostenere e aiutare la comunità scolastica, partecipando e collaborando attivamente ai momenti della vita scolastica;
- prendere conoscenza della progettazione educativo-didattica della classe e chiedere chiarimenti;
- rispettare la libertà di insegnamento dei docenti esercitata in coerenza con gli obiettivi formativi, generali e specifici del POF, della programmazione del Consiglio di classe e del piano di lavoro individuale dell’insegnante;
- verificare con regolarità l’effettivo svolgimento delle consegne quotidianamente assegnate dagli insegnanti ai propri figli, parlare con questi ultimi delle attività svolte a scuola, collaborare in forma costruttiva con l’azione dei docenti;
- favorire l’autonomia personale dei figli, aiutandoli nella gestione individuale dei tempi dedicati allo svolgimento dei compiti, al tempo libero, allo sport, alla TV, al computer, ecc.;
- prendere visione e firmare le comunicazioni scritte sul diario e sul libretto scolastico;
- porre subito in essere adeguate strategie educative, qualora l’istituzione scolastica segnalasse un comportamento scorretto;
- giustificare per iscritto e tempestivamente ogni assenza;
- limitare i contatti telefonici con il figlio a casi di effettiva urgenza e solamente attraverso gli uffici di segreteria, ricordandogli di non far uso a scuola del telefono cellulare o di altri dispositivi audiovisivi in quanto vietati dalla normativa attualmente in vigore e citata nel preambolo del presente;
- instaurare una relazione corretta e il giusto rapporto con il Dirigente Scolastico, con i docenti, altri genitori e alunni e con tutto il personale della scuola, praticando uno stile di rispetto, ascolto e confronto reciproco nei colloqui, alla ricerca di strade comuni per risolvere eventuali difficoltà;
- far capire ai figli che i provvedimenti disciplinari che la scuola adotterà nei confronti degli alunni hanno finalità educativa (tesa a far comprendere l’errore e ad evitarne la reiterazione) e mirano al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica;
- risarcire personalmente i danni che i figli abbiano recato alle strutture della scuola, alle attrezzature e al materiale didattico;
- informare la scuola di eventuali problematiche che possano avere ripercussioni sull’andamento scolastico;
- informare la scuola di ogni problema di salute del figlio, in modo da permettere all’Istituto di adempiere con cognizione di causa ai suoi doveri di custodia e di vigilanza durante le attività scolastiche;
- rammentare ai figli la relazione tra valutazione complessiva e voto in condotta che, se inferiore a sei decimi, determinerebbe la non ammissione all’anno successivo o all’esame finale.
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